» L'Arciconfraternita del SS.mo Sacramento
 
Stemma della reale confraternita
STEMMA DELLA REALE CONFRATERNITA




















La pergamena di Reginaldo da Pirano
LA PERGAMENA DI REGINALDO DA PIRANO






Oratorio dietro la cappella del Santissimo Sacramento
ORATORIO DEL 1727 DIETRO LA CAPPELLA DEL SANTISSIMO SACRAMENTO
Sorta il 2 aprile del 1513, la Confraternita del Santissimo Sacramento fu elevata da Paolo III al grado di Arciconfraternita e aggregata, in una sorta di gemellaggio, a quella di S. Maria sopra Minerva in Roma. Negli anni seguenti fu arricchita di speciali indulgenze dai papi che si succedettero.
Nel 1612 fu proclamata Reale Arciconfraternita per volere del re di Spagna, Filippo III e questo titolo fu confermato nel 1722 da Ferdinando II. Ancora oggi il titolo è esposto sulla sommità della cappella accanto agli stemmi della monarchia spagnola, del viceré di Napoli e del comune di Monopoli.
Il 17 dicembre 1742 la reale confraternita donò 1000 ducati per la nuova fabbrica della Cattedrale. Poco dopo si diede inizio alla costruzione della cappella del SS.mo Sacramento.
Il 12 luglio del 1744 venne stipulata una convenzione con Francesco Colella, marmoraro napoletano, per la costruzione dell'altare. Tra il maggio e il luglio del 1747 fu eretto un sontuoso ed elegante altare marmoreo fregiato degli stemmi della città. Realizzato dai marmorari Orazio Passamonte e Giovanni Cimafonte, il blocco fu spedito via mare da Napoli a Monopoli.
Il 16 giugno 1750 la confraternita commissionò allo stuccatore milanese Carlo Cassina la realizzazione degli stucchi della cappella pagando una somma di 50 ducati.
Il 19 giugno 1751 l'altare venne consacrato da mons. Francesco Jorio.
Per abbellire gli spazi, il 25 agosto 1754, venne commissionato a Francesco De Mura, allievo del Solimena, uno dei più autorevoli pittori del Regno di Napoli, il trittico dell'Ultima Cena, del Sacrificio di Isacco e della Cena di Emmaus.
La cappella venne completata dopo il 1796 con il montaggio della balaustra marmorea, opera di Gaspare Lamberti.

Tra le pergamene del sodalizio è da segnalare il frontespizio dell'Inventario dei Censi del Sacramento, una pagina miniata di Reginaldo da Pirano (miniaturista monopolitano). La pergamena rappresenta la resurrezione di Cristo tra le guardie assonnate e i ladroni appesi alla croce, sullo sfondo. Dal gusto nordico, la pagina (cm 34 x 23) è datata 1524, un vero e proprio capolavoro rinascimentale.

Nel 2001 la confraternita ha ultimato il restauro della cappella e del trittico del De Mura (Napoli, 1696-1782), espressione di arte, fede e devozione eucaristica.


Coltivando una forte pietà eucaristica i confratelli e le consorelle[1], circa un centinaio, si radunano per i loro incontri nell'oratorio dietro l'altare del Santissimo.
La confraternita si impegna, durante l'anno liturgico, ad animare il rito delle Quarant'ore durante la Settimana Santa in Cattedrale, la solennità del Corpus Domini ed è presente alle processioni cittadine.


Note
[1] La vestizione delle consorelle, fortemente voluta dall'amministrazione 2004, è avvenuta in occasione della solennità del Corpus Domini, il 13 Giugno 2004
[ Segue: CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELLA CONFRATERNITA ]
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